Realizzo immagini e spero sempre di esserne sorpresa:
come se si aprissero delle finestre su altri mondi,
mondi capaci di generare altre immagini, quadri forse.
RITRATTI
IL MIO STILE
LO STATUTO DELL’IMMAGINE
L’immagine determina una superficie di assorbimento che costringe al suo interno, fuori il vuoto, la sua finitezza è la sua indecidibilità.
La storia è prima, è dopo, è all’interno dell’immagine:
la signora prima della festa,
l’abito nuziale che attende nella stanza ombrosa, rubando la luce dalla finestra
la giovane donna appena gravida che sta per varcare la soglia
il gesso appoggiato a specchiarsi
il trionfo di fiori che attendono, nella loro breve, splendida, vita, di essere collocati nella casa.
Il casuale incontro di oggetti di mondi e di epoche diverse, l’uva e le madonne;
le finzioni prospettiche, i fiori sporgenti dal piano;
le divergenze, gli incontri della luce, il prisma e il vetro;
la casualità infine, che nella trasformazione del mezzo trasforma il percepito – o meglio quello che si dava per certo del percepito – in altro, cambiando non solo colori e spessori e ombre, ma proprio gli oggetti, le espressioni, il noto.
Il tridimensionale (forse) diventa un bidimensionale che pretende di avere spessori.
La cattura dello spettro della luce – lo spettro – fa dei colori, altri colori, altre trasparenze, altrimenti invisibili…
La fotografia in quanto cattura percettiva di una realtà, diversamente percepita dai sensi, e poi “eventualmente” trasformata in una messa in forma pittorica, utilizza diversamente, rispetto ad altre produzioni artistiche, la visionarietà; che è in essa incontro di differenti proporzioni del reale e dell’immaginario.
SALINA
Salina è l’isola del cuore, deposito di bellezza e di memorie.
MADDALENA
Di lei, Maria Maddalena, parlano i Vangeli canonici, la prima fra le donne che seguivano il Nazareno, presente agli eventi finali della vita del Cristo, crocifissione, deposizione e resurrezione. Ma in realtà dal Nuovo Testamento la tradizione ha sovrapposto e confuso nella Maddalena tre differenti figure femminili, la peccatrice redenta, Maria di Magdala, la sorella di Lazzaro, Maria di Betania e la prostituta, in realtà anonima, ma anch’essa di Betania, le ultime due accomunate dalle cure ai piedi del Cristo. Ne risulta una bellissima donna, dai lunghi capelli rossi… le storie che la riguardano divengono molteplici e di diverso segno. In fondo sono storie d’amore.
Di lei l’iconografia conserva e amplifica l’evento dell’unguento cosparso sui piedi del Cristo e asciugato con i suoi capelli, lo strazio della crocifissione e della deposizione, il noli me tangere della resurrezione, il ritiro ascetico dentro i suoi lunghissimi capelli.
Di lei l’iconografia utilizza la bellezza, la chance della nudità riproducibile, il suo prostrarsi al suolo, distesa, piegata, protesa, posture utili alla costruzione del complesso delle opere, il protagonismo del rosso.
